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nov 25 2014

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Storia e Generalità della Neuralterapia

News_Studio_Medico_FareseLa Neuralterapia con anestetici locali o Terapia Segmentale è una metodica infiltrativa nata in Germania intorno al 1930 per opera di due geniali medici : i fratelli Walter e Ferdinand Huneke. Essi avevano una sorella di nome Kata che sin da bambina soffriva di violenti attacchi emicranici, resistenti a tutte le convenzionali terapie mediche al tempo conosciute.

Si racconta che un giorno Ferdinand incontrò casualmente un vecchio collega che da tempo non vedeva e così parlando gli espose il grave e peculiare caso della sorella; il vecchio medico gli consigliò di provare un farmaco antireumatico l’ATHOFANIL che talvolta aveva avuto effetti positivi nella terapia dell’emicrania; ciò veniva spiegato dalla medicina del tempo ipotizzando che la malattia potesse avere anche una eziologia reumatica.

Così, non appena Kata ebbe un nuovo attacco emicranico, Ferdinand  le iniettò per via endovenosa una fiala di ATHOFANIL e quasi miracolosamente i tratti tesi e sofferenti della sorella si distesero, scomparvero il dolore, la nausea e tutti i sintomi che affliggevano la paziente.

I risultati ottenuti durarono per alcune settimane e la donna cominciò ad apparire meno depressa. Quando Kata ebbe un nuovo attacco, ma meno violento dei precedenti l’iniezione endovenosa di ATHOFANIL lo stroncò nuovamente, questa volta passarono mesi prima di un nuovo e più debole episodio di emicrania.

Quando Ferdinand dovette affrontare un lungo viaggio istruì il fratello Walter sulle modalità di comportamento in caso di un nuovo attacco emicranico di Kata. Così ai primi sintomi della nuova crisi della sorella Walter somministrò una fiala di ATHOFANIL; questa volta però, l’iniezione non ebbe alcun effetto terapeutico.

Ma perché?

Quando Ferdinand tornò a casa i due medici cercarono di risolvere l’enigma. Riuscirono a recuperare la scatola di ATHOFANIL che Ferdinand aveva utilizzato per le prime due iniezioni accorgendosi con sorpresa che vi era stampata l’indicazione, per iniezioni intramuscolari.

Walter invece e correttamente per la terza iniezione aveva utilizzato una fiala con l’indicazione per iniezione endovenosa.

Notarono che la differenza tra le due soluzioni era che l’ATHOFANIL ad uso intramuscolare conteneva un anestetico : la PROCAINA.

L’errore di  Ferdinand venne così a dimostrare :

  • Non solo lo straordinario potere terapeutico della Procaina per via endovenosa

  • Ma anche e soprattutto la sua innocuità per questa via di somministrazione ( i medici del tempo ritenevano che con questa modalità somministrativa la Procaina avrebbe provocato paralisi cerebrale anche mortale ).

I due fratelli cominciarono quindi ad utilizzare e sperimentare la PROCAINA. In questo modo Ferdinand fece una nuova ed interessante scoperta. Praticando una endovenosa ad una infermiera sofferente di emicrania, che aveva vene sottili e profonde, si accorse di non essere riuscito a penetrare con l’ago esattamente nel lume della vena, mettendo quindi parte del farmaco intorno alla vena stessa.

Tuttavia, e forse proprio per questo, si ottenne un più evidente effetto terapeutico. Evidentemente la Procaina non agiva solo per via sanguigna ma anche per via nervosa, stimolando i plessi nervosi peri-venosi.

Da quel momento i fratelli Huneke cominciarono a lasciare intenzionalmente, dopo ogni iniezione endovenosa qualche goccia di farmaco anche nei pressi del vaso sanguigno. Essi curarono con questa metodica non solo l’Emicrania ma anche altre Sindromi dolorose ( sciatica, nevralgia del trigemino, reumatismi, coliche, ecc… ).

Utilizzarono anche altri Anestetici locali diversi dalla Procaina ma con risultati decisamente minori. I due fratelli chiamarono questa metodica “TERAPIA SEGMENTALE”.

Pensavano infatti che gli stimoli provocati sia con l’ago che con il farmaco iniettato, agissero per via riflessa nell’ambito dei segmenti corporei scoperti dal medico inglese Head. (Il corpo umano è diviso in 30 segmenti a corrispondenza vertebrale – 8 cervicali – 12 toracici – 5 lombari – 5 sacrali).

Sia Head che i fratelli Huneke ritenevano che stimoli applicati alla cute di un determinato segmento corporeo, provocavano effetti riflessi su organi interni che avevano connessioni nervose con il midollo spinale a livello della vertebra corrispondente. ( In questa concezione sono stati precursori della moderna Kinesiologia Applicata ).

Era già d’altra parte noto che talune malattie provocano dolore in precisi punti della pelle e del sottocutaneo ( es. Infarto Miocardico – torace e braccio sx coliche epatiche – regione sub-scapolare dx ).

Proprio questi punti ed aree riflesse vengono infiltrati in Neuralterapia per agire sull’organo interno corrispondente. Studi successivi mostrano chiaramente che molti dei punti utilizzati nella Neuralterapia corrispondevano a punti già noti a l’Agopuntura Cinese.

Oltre sulla “Terapia Segmentale” la Neuralterapia si basa sul così detto FENOMENO DEL SECONDO scoperto anche questo quasi casualmente da Ferdinand Huneke nel 1940, curando una paziente sofferente di una grave perialtrite scapolo omerale che aveva resistito a tutte le terapie al tempo conosciute.

In quel tempo era molto tenuta in considerazione la TEORIA FOCALE ossia la possibilità che determinati punti corporei potessero costituire dei foci nei quali si annidavano batteri, le cui tossine diffondendosi nell’organismo provocavano i disturbi più disparati. I medici che avevano curato la Signora, vista l’inutilità di ogni terapia, avendo cominciato a sospettare sull’esistenza di questi foci, avevano fatto sottoporre la paziente ad estrazione dei denti morti o devitalizzati, ad asportazione delle tonsille, della cistifellea e dell’appendice ma senza risultati apprezzabili.

Un ortopedico che aveva notato nella gamba sx della Signora una cicatrice residuo di un’osteomielite che l’aveva colpita da bambina, prospettando che potesse essere un fucus aveva consigliato alla paziente di farsi amputare l’arto; atterrita da questa prospettiva la signora ricorse alle cure di Ferdinand Huneke. Ma anche la terapia Segmentale di questo medico non sortì risultati. Alcuni giorni dopo aver effettuato l’ultimo trattamento però, la Signora notò che la cicatrice della sua gamba si era arrossata, infiammata e le procurava prurito; sospettando che la cosa potesse avere una relazione con la terapia che le era stata praticata, tornò a visita dal medico. Ferdinand da buon medico pratico quale era ed avendo notato più volte gli effetti antinfiammatori degli anestetici locali, non ci pensò due volte ad infiltrare la cicatrice con Procaina. E miracolo : la donna non accusò più dolore recuperando la motilità delle spalle. Il risultato ottenuto durò molto tempo dopo e venne amplificato da una seconda infiltrazione.

Probabilmente la spinta alla guarigione era stato un impulso elettrico-nervoso, trasmesso dalla cicatrice alle spalle attraverso le fibre del “Sistema Nervoso Autonomo o Vegetativo”. la cicatrice non costituiva quindi un vero e proprio focus come veniva interpretato, ma un CAMPO PERTURBANTE NEUROELETTRICO.

Il fenomeno così ottenuto venne chiamato dai fratelli Huneke FENOMENO DEL SECONDO e ne espressero le 3 leggi:

  1. Ogni patologia cronica può essere causata da un campo perturbante;

  2. Ogni zona del corpo può diventare un campo perturbante ( generalmente tonsille, cicatrici, granulomi, ascessi dutali, ecc… );

  3. l’iniezione di anestetico locale effettuata nel campo perturbante, guarisce la malattia da questa provocata nei limiti in cui ciò sia anatomicamente possibile ( se un’articolazione è anchilosata non può di certo riacquistare la primitiva mobilità ).

Pertanto nella cura di una affezione cronica a genesi non chiara, dopo aver esaurito tutte le terapie locali e generali senza apprezzabili risultati clinici, si dovrebbe almeno pensare ad un potenziale “Campo Perturbante” alla sua origine.

COME AGISCE LA NEURALTERAPIA

Ma quali sono le modalità d’azione della NEURALTERAPIA, di questa metodica curativa, infiltrativa quasi miracolosa?

Si ritiene che probabilmente agisce attraverso la propagazione di un impulso elettrico o elettrolitico tramite il sistema Neuro-Vegetativo, costituito da glangli nervosi e da una enorme quantità di finissime fibrille, in connessione tra loro e con le cellule da cui si dipartono. Il sistema neurovegetativo ( ORTOSIMPATICO e PARASIMPATICO ) viene pertanto a costituire oltre che una unità funzionale, un sistema cibernetico informativo dell’organismo. Considerando questo collegamento che viene a costituirsi tra le cellule di un organismo vivente, tramite la fitta rete di fibrille neurovegetative è facilmente comprensibile che quando un piccolo gruppo di cellule dell’organismo si altera o si annulla, le conseguenze possono anche essere trasmesse a distanza.

Inizialmente se l’organismo è forte ed integro, non ci si accorge quasi del gruppo di cellule anomale: esse vengono per così dire incapsulate da impulsi schermanti del sistema neurovegetativo. Ma ognuno di noi ha però un suo organismo più debole, un suo Tallone di Achille che se le difese immunitarie generali dell’organismo per qualche motivo riducono o si abbassano e il Sistema Nervoso Vegetativo o autonomo non è più in grado di effettuare la sua azione schermante ( per cause interne o esterne ) viene facilmente raggiunto dagli impulsi perturbanti provenienti dalle cellule malate, alterando dapprima la propria funzionalità poi andando anche incontro ad alterazioni anatomiche.

Compito della Neuralterapia è quello di intervenire prima che si possa pervenire a questa trasformazione irreversibile, interrompendo gli impulsi pertrurbanti. Ma volendo ancora andare più a fondo, quale è l’ultimo meccanismo d’azione dell’iniezione di PROCAINA effettuata nel gruppo di cellule malate?

Studi effettuati in Austria hanno mostrato che il “Campo Perturbante” è costituito da cellule che hanno perduto la capacità di mantenere la loro normale caria elettrica, ossia non sanno ripolarizzarsi dopo che uno stimolo le ha scaricate o depolarizzante. Noi sappiamo che una cellula stimolata si scarica, cioè si depolarizza ma subito dopo la “POMPA SODIO-POTASSIO”  la ricarica o ripolarizza consumando ATP. Quando però una cellula si ammala, si altera la sua membrana cellulare, non le funziona più la POMPA SODIO-POTASSIO ed una volta depolarizzata da uno stimolo nervoso, non è più in grado di ripolarizzarsi. Una cellula sana ha una potenzialità elettrica di circa 90 millivolt, mentre una cellula malata ha un potenziale prossimo allo 0.

L’iniezione neuralterapica ricarica o polarizza la cellula malata, portandola intorno a 290 millivolt per 20 -30 minuti ( tempo di anestesia ); dopodiché il potenziale della cellula non ritorna allo zero ma si mantiene a 90 mv. per un tempo variabile da diversi giorni a diverse settimane, poi lentamente tende a tornare a zero. Una nuova iniezione  ricaricherà nuovamente la cellula che questa volta manterrà i 90 mv. per un tempo più lungo, fino a quando non si scaricherà più; questo perché pare che la cellula possieda una cosiddetta memoria neurovegetativa. Alla luce di questo esposto è chiaro che la Neuralterapia è indicata soprattutto per i dolori e i disturbi localizzati e anche per quei disturbi a prevalente componente neurovegetativa, quindi :

Malattie reumatiche, Nevralgie, Mialgie, Dolori post-trumatici e post-operatori, Turbe neurovegetative del digerente cardiocircolatorie genito-urinarie, ecc…

Quanto finora esposto mostra chiaramente che l’eliminazione del dolore con la Neuralterapia non avviene per anestesia locale ma eliminando le cause che avavano condotto al dolore

( ripolarizzando cioè le cellule malate ).

Non è importante quindi tanto la quantità di Procaina ( ne basta pochissima ) quanto l’iniezione venga effettuata nel punto giusto, all’interno del gruppo di cellule malate, depolarizzante. Queso fatto è di ragguardevole importanza, poiché ci consente di utilizzare in Neuralterapia “complessi omeopatici” in cui la bassa concentrazione di Procaina riduce al manimo i possibili effetti collaterali ( soprattutto ipersensibilità ) e che contengono nella composizione rimedi omeopatici di cui può giovarsi la patologia.

Tra i più importanti omeopatici a base di Procaina ricordo il DIPOL OTI, il PROCAINUM COMPOSITUM Heel, l’OMOXY A3 Syxyl.

Tra i più importanti allopatici contenenti Procaina ricordo l’IMPLETON Bayer, PASCONEURAL e il vecchio ma semore valido GEROVITAL.

Sono questi i farmaci nella mia esperienza che più facilmente danno soddisfazione al terapeuta nell’iniezione neuralterapica

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