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nov 27 2014

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Formica Rufa

News_Studio_Medico_FareseFormica Rufa

Stiamo parlando di una grossa formica rossa vivente in America Settentrionale, con la quale Lippe e Hering fecero delle sperimentazioni partendo da una “tintura” ottenuta facendo macerare delle formiche vive nell’alcool.

 

L’elemento attivo di questa sostanza animale è l’acido formico ( CHO ), ricavabile anche dal liquido che la formica inietta quando morde una preda con le sue possenti mandibole; piccolissime quantità sono isolabili anche nell’ortica e nella dulcamara (questo spiega gli stretti rapporti farmacologici con queste sostanze).

La patogenesi di formica è più facilmente comprensibile se si considera che l’acido formico, al pari di altri acidi organici a basso numero di atomi di carbonio, come l’acido acetico (due atomi di carbonio) e l’acido lattico (tre atomi di carbonio), deriva anche da una disintegrazione metabolica incompleta degli zuccheri, degli alcooli, degli acidi grassi, dei lipidi, degli aminoacidi. In effetti, un’ossidazione completa dei residui della nutrizione, conduce ad un’eliminazione degli atomi di carbonio e d’idrogeno sotto forma d’anidride carbonica (CO₂) e acqua (H₂O), mentre un’ossidazione incompleta porta alla formazione d’urati – scorie azotate – acidi – radicali liberi. (∗)

L’acido formico, prodotto dalla combustione incompleta dei sub-strati metabolici, corrisponderà pertanto in omeopatia a quelle malattie durante le quali il metabolismo è rallentato e in cui i residui della nutrizione sono mal combusti e mal eliminati, depositandosi nei tessuti; la corrispondenza è quindi, con artritismo, gotta, malattie della nutrizione, gravi turbe metaboliche e l’effetto terapeutico consiste nel mobilitare e favorire l’eliminazione delle scorie e dei radicali liberi.

Più specificatamente, l’azione di FORMICA RUFA, interessa elettivamente LA CUTE, dove corrisponde ad un’irritazione eritematosa e pruriginosa; L’APPARATO LOCOMOTORE, dove corrisponde a dolori muscolari e articolari simil gottosi; I RENI, dove corrisponde ad un’infiammazione (nefrite) con albuminuria; I CENTRI NERVOSI E MOTORI, dove corrisponde a manifestazioni paretiche a prevalente interessamento degli arti inferiori; LE MUCOSE, dove corrisponde allo sviluppo di formazioni polipose.

I grandi sintomi di FORMICA RUFA saranno dunque, prima di tutto i sintomi reumatici. Il reumatismo interessa particolarmente i tessuti fibrosi, soprattutto i legamenti (rigidità articolare) e i tendini (dolorosi e retratti); le articolazioni più colpite sono i gomiti, i polsi, le anche, le ginocchia. Il malato presenta un netto aggravamento con il freddo, a causa del rallentamento delle sue combustioni, con il movimento, con l’umidità e soprattutto quando nevica a causa delle rigidità e delle contrazioni muscolari; migliora invece con il caldo, il riposo, la pressione e la frizione locale (è però sconsigliabile effettuarla, perché si rischia di spostare le scorie tossiche in  un altro distretto dell’organismo, talvolta al cuore). Altra caratteristica peculiare di questo reumatismo è che una traspirazione anche abbondante non allevia il malato, mentre la sua eziologia può essere costituita da una soppressione della sudorazione dei piedi.

 

(∗) R.L.  –    Qualsiasi specie chimica capace d’esistenza indipendente che contiene uno o più elettroni spaiati nell’orbitale più esterno, particolarmente reattiva e che provoca danni ossidativi alle strutture dell’organismo.

L’alterata nutrizione dei tessuti, e l’intossicazione acida dell’organismo del soggetto formica – rufa può manifestarsi con sintomi a carico dell’occhio (ulcere corneali, macchie cicatriziali, pterigio, nevralgie, irite reumatica) e con sintomi a carico dell’orecchio (ronzii, scricchiolii, indebolimento dell’udito fino alla sordità).

Il rene soffre a causa dell’intossicazione acida e per le scorie che ingombrano l’organismo, si sforza pertanto per eliminarle secernendo un’urina chiara e abbondante, mentre il malato ha molta sete: questa è la fase reattiva d’eliminazione;  quando il rene è però sovraccarico, non riuscendo più ad eliminare la massa di scorie in eccesso, l’urina si fa scarsa e carica, abbondante in urati e altri residui, contiene albumina, ciò può condurre alla  nefrite cronica e a stati idropici. La pelle subisce effetti della mal nutrizione dei tessuti e fungendo da emuntorio naturale delle scorie metaboliche, può andare incontro ad ingorgo tossinico. Il malato accusa allora, prurito, orticaria, perdita dei capelli e va incontro ad eruzioni eczematose e a psoriasi, estremi tentativi dell’organismo di disfarsi delle tossine.

Se a questo punto, si sopprime l’eruzione cutanea facendola “rientrare” con pomate o raggi, potranno comparire disturbi molto più profondi, quali il lupus, la tubercolosi, il cancro (Krull e Clarke hanno utilizzato formiche rufa, alla terza, sesta, dodicesima e trentesima decimale, sotto forma d’iniezioni sottocutanee molto distanziate in queste patologie).

Anche le mucose, come la pelle, sono irritate dagli acidi e costituiscono una via d’eliminazione, per cui il paziente “formica rufa” presenterà spesso uno stato catarrale dell’apparato respiratorio con poliposi nasale e tosse, e dell’apparato digerente con dispepsia, catarro gastrico e intestinale, diarrea che aggrava la già cospicua sete; solo quando il paziente s’indebolirà e mancherà di reazione, potrà comparire stipsi.

L’intossicazione tossinica si ripercuote anche sul sistema nervoso, inizialmente in superficie, quindi più in profondità.

Il paziente soffre di frequenti mal di testa, nevralgie temporali e oculari, emicranie, vertigini, debolezza nervosa e muscolare, fino alla paresi, soprattutto a carico degli arti inferiori.

Per finire, ricordo che FORMICA RUFA è un rimedio omeopatico dall’azione soprattutto cronica, utilizzato prevalentemente per via iniettiva, che si presta particolarmente bene ad un’applicazione segmentale, sotto forma di ponfi nei punti iperalgici.

 


Dottor Fabrizio Farese

 

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